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giovedì 10 luglio 2008

FIAT BUTTA IN " CASSA " I DIPENDENTI

Molti di Voi ormai avranno saputo l'ultima notizia apparsa sul Sole 24 ore qualche giorno fa (il 7 di luglio scorso se non sbaglio), che metteva in evidenza quello che forsi pochi si sarebbero aspettati! I dipendenti FIAT ancora in cassa integrazione...e se la memoria non m'inganna la storia non è nuova.
Negli ultimi anni il titolo FIAT è cresciuto a dismisura in borsa: la "nuova direzione" FIAT ha ottenuto significativi riconoscimenti mondiali da molte autorità economiche, ha totalizzato record di vendita e di bilancio mai visti. E nonostante ciò i dipendenti si vedranno rinchiusi in " cassa ". Anche se per brevi periodi di tempo. Non certo come accadeva in passato!
A Voi le considerazioni!!! E per diritto di cronaca riporto di seguito un articolo tratto dal sito LA STAMPA.IT:

Alla Fiat dopo due anni torna la cassa integrazione
A Torino si salva la linea della MiTo. Non si fermano Cassino e la Sevel

MARINA CASSI
TORINO
Torna la cassa integrazione alla Fiat. Dopo due anni dalla fine della crisi del 2002 il mercato dell’auto subisce i contraccolpi della difficile situazione economica internazionale e le Carrozzerie si fermano. A Mirafiori le settimane saranno tre - una a settembre, ottobre e novembre - e coinvolgeranno 3200 addetti, tutti, esclusi quelli della MiTo. Tre settimane anche a Termini Imerese. Quattro, invece, a Melfi che anticipa una settimana ad agosto e a Pomigliano che ne farà due a settembre, una a ottobre e una a novembre. Le settimane sono state «spalmate» in mesi diversi per non incidere sui ratei di tredicesima degli operai. Fermate di sette settimane anche per la Cnh di San Mauro vicino a Torino e di Imola.

E con la cassa tornano anche le diverse posizioni del sindacato. Dura la risposta della Fiom con il segretario Gianni Rinaldini che chiede «rapidamente» un incontro con l’ad Sergio Marchionne «sul piano industriale e sugli obiettivi della Fiat». Dice di voler capire «come si possa superare questa fase: se si tratta di un fatto congiunturale o se siamo di fronte a una crisi più strutturale perchè è evidente che il futuro dell’auto si gioca sull’innovazione dei motori».

Nessuna sorpresa, invece, per Eros Panicali della Uilm. Dice: «Era nell’aria, ma non è un problema specifico della Fiat». E anche Bruno Vitali della Fim non drammatizza, ma mette le mani avanti: «La cassa integrazione non deve influire sulla contrattazione aziendale dal momento che la Fiat ha registrato ottimi risultati di bilancio e Marchionne ha confermato quelli per il 2008». Giovanni Centrella della Ugl ritiene che «la situazione evidentemente è più seria di quanto percepito».

Per Roberto Di Maulo della Fismic «la cassa è una conseguenza di mercato, che però avrà la grave ripercussione di lasciare a casa migliaia di lavoratori precari oggi occupati» polemizza con gli altri sindacati. E lo fa sui 17 turni chiesti a Torino dalla Fiat Powertrain technologies sia per l’Iveco - dove già sono in corso - sia per le Meccaniche di Mirafiori a partire da fine agosto. Analizza: «I tempi della negoziazione in Italia sono troppo lunghi rispetto ai cicli economici. Il sindacato deve snellire le procedure burocratiche».

Ma l’ipotesi di arrivare a una trattativa complessiva sull’incentivo economico ai turnisti, da discutere a livello di segreterie nazionali, si sta complicando. La Fiom non ha mai condiviso questa impostazione. E Enzo Masini dice: «Non andremo il 17 luglio a un incontro se prima non ci saranno state le assemblee e se non ci sarà una posizione comune delle Rsu».


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A. Clemente

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giovedì 3 luglio 2008

I TASSI AUMENTANO-LA BCE DECIDE!

La Bce alza i tassi al 4,25%
Trichet: «Rischi per l'inflazione»
dal Sito del Corriere Economia

Come previsto dagli analisti di mercato il rialzo è dello 0,25%. Cresce anche l'euro: 1,59 sul dollaro


Il governatore della Bce, Jean-Claude Trichet (Afp)
FRANCOFORTE - Il consiglio direttivo della Banca centrale europea ha aumentato i tassi di interesse dell'euro di 25 punti base portandoli così al 4,25%. Il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento sale al 5,25% e quello sui depositi presso l'istituto al 3,25%. La decisione, preannunciata il mese scorso dalla Bce, era ampiamente attesa dai mercati, tanto più che l'ultimo rialzo dell'istituto centrale di Francoforte risaliva a oltre un anno fa (6 giugno 2007). La Banca centrale della Svezia prima della Bce aveva portato i tassi della corona svedese al 4,50%, massimo degli ultimi dodici anni. Dopo la decisione della Bce, anche la Banca centrale della Danimarca ha aumentato dello 0,2% il tasso d'interesse della corona danese portandolo al 4,60%.

TRICHET: «RESTANO RISCHI AL RIALZO PER L'INFLAZIONE» - «La decisione è stata presa per prevenire effetti di "second-round" sui prezzi, perché restano rischi al rialzo per l'inflazione nel medio periodo». Lo ha detto il governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso della conferenza stampa a commento della decisione odierna di rialzare i tassi dello 0,25%, sottolineando che «i prezzi al consumo rimarranno alti per un periodo più lungo di quanto previsto». «Non ci siamo impegnati in modo preventivo sulle future mosse sui tassi». ha poi aghgiunto il presidente della Bce, rispondendo a chi gli chiedeva di fare luce sulle prossime mosse dell'Eurotower sui tassi di interesse. «Rimaniamo fermi sul nostro mandato, la Bce fa quello che è necessario per ottenere la stabilità dei prezzi». L'inflazione, ripete, «rimane la principale preoccupazione, dei cittadini di Eurolandia, da qui la decisione odierna» che, sottolinea, «è stata presa all'unanimità». E infine una stoccata: «Chi lascia galoppare i prezzi uccide Pil e lavoro»

BORSA E PETROLIO - A pesare sui listini non c'era solo il previsto aumento dei tassi, ma anche i record del petrolio: il Brent ha raggiunto infatti i 146,34 dollari, per poi ripiegare leggermene sotto quota 146, e il Wti ha toccato i 145,44 dollari. A Milano l'indice Mibtel a fine mattinata perde circa l'uno per cento, in sintonia con quanto avviene su tutte le piazze europee dopo le flessioni di Wall Street e delle Borse asiatiche. La discesa colpisce tutti i principali valori, con particolare riferimento sui titoli energetici, tecnologici e industriali. Le poche eccezioni riguardano alcuni bancari e Impregilo, con quest'ultima che beneficia dell'annullamento del sequestro preventivo nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti in Campania.


EURO
- In attesa del rialzo dei tassi, l'euro si era portato a 1,5902 sul dollaro, il livello più alto dal 24 aprile scorso, poi calando sotto quota 1,59. Il 22 aprile la moneta unica europea aveva toccato il record a 1,6019 dollari.

MUTUI - Il rialzo dello 0,25% sul un mutuo di 100 mila euro equivale a un aggravio di 168 euro all'anno. Lo rende noto l'associazione di consumatori Adusbef:, secondo la quale nelle tasche di circa 3 milioni di famiglie italiane alle prese con il mutuo sono usciti circa 2 mila euro in tre anni. Se per i mutui da 100 mila euro gli aumenti varieranno tra i 1.588 euro (per i decennali) ai 2 mila l'anno (per i trentennali), ben maggiore sarà la stangata per quelli da 200 mila euro. Si parla, infatti, di un aggravio minimo (per i decennali) di 3.177 euro l'anno, fino ad arrivare per i trentennali a +3.950. Dal 2,25% nel 2005, infatti, i tassi sono ora giunti al 4,25%, esattamente 2 punti percentuali in più. La scelta di adoperare tassi variabili al posto dei fissi che nel 2005 si attestavano sul 3,5%, rende impossibile, per molte famiglie, sostenere le rate dei mutui. Con il risultato che in Italia c'è un +27% sulla media dei pignoramenti delle abitazioni acquistate.« Le banche - sostiene l'Adusbef - hanno attirato nella loro trappola molte famiglie che con le rate fisse, rapportate ai parametri del reddito, non sarebbero mai riusciti a comprarsi una casa. Proponendo tassi variabili, inizialmente minori, hanno dato consigli cattivi e interessati».


03 luglio 2008

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A. Clemente



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martedì 1 luglio 2008

INPDAP E LE FORZE ARMATE: LITIGANO!

Qui di seguito Vi riportiamo un articolo che abbiamo ritrovato su un sito molto frequentato dai dipendenti delle FORZE ARMATE (sito web rappresentativo: forzearmate.org):

INFORMAZIONI DAL COCER AERONAUTICA:

CESSIONE AL PERSONALE MILITARE DEI PICCOLI PRESTITI INPDAP.

In considerazione dei notevoli ritardi per la concessione dei piccoli prestiti inpdap al personale militare e alla luce dei frequenti dinieghi opposti alla concessione del prestito stesso, il Co.ce.r. dell'Aeronautica Militare ha preso carta e penna e con delibera del 13/6/2008 ha chiesto al Capo di SMD per il tramite del Capo di SMA, di intraprendere ogni iniziativa ritenuta opportuna al fine di fare chiarezza circa l’operato dell’Ente Previdenziale Inpdap sia per gli accertati ritardi nella concessione del credito che per i riferiti dinieghi opposti.

Ha chiesto, inoltre, di dare anche l'incarico agli uffici competenti al fine di valutare la possibilità di stipulare, con primari Istituti di credito/finanziari di livello nazionale, convenzioni per il personale dell’Amministrazione Difesa in materia di accesso privilegiato a prestiti con tassi agevolati rispetto al libero mercato.

Marco C.


Come potete leggere, il Sig. "Marco C.", si lamenta delle lungaggini dell'INPDAP, in relazione all'erogazione di Piccoli Prestiti. Purtroppo sempre più questo sta accadendo, e non solo per i dipendenti delle FORZE ARMATE, ma anche per molti dipendenti della Pubblica Amministrazione (Statali in genere, pubblici, ministeriali). Ecco perchè Vi consigliamo di rivolgerVi a FINANZIARIE E BANCHE esterne all'INPDAP: per evitare lungaggini inutili. D'altronde, sarà pur vero che il Prestito richiesto tramite un'Ente di Credito o affine è più costoso di quello INPDAP, ma almeno i soldi sono erogati molto velocemente. Insomma, preferite viaggiare in Fiat o su una Ferrari (auto italiane entrambe)? Per carità, sono comunque auto, ma non avranno mai lo stesso livello! E penso che chiunque possa confermalo.

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A. Clemente


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FIAT BUTTA IN " CASSA " I DIPENDENTII TASSI AUMENTANO-LA BCE DECIDE!INPDAP E LE FORZE ARMATE: LITIGANO! ~